E tu, ce l’hai una copia della Costituzione? no? allora leggi qui!

Molte persone, non solo i giovani, non hanno mai letto nè preso in mano la nostra Costituzione.

Male.

Visto che la casa editrice Utet di Torino, in occasione dei primi sessant’anni di vita della nostra carta costituzionale, ha deciso di regalare una copia della Costituzione a chiunque ne faccia richiesta, perchè non approfittarne?

Sempre che sia ancora viva la coscienza del fatto che conoscere la Costituzione sia un diritto ed un dovere di ogni cittadino.

Per richiedere una copia della Costituzione è sufficiente telefonare al numero verde gratuito 800 224 664 e comunicare i propri dati agli operatori, oppure inoltrare la richiesta accedendo a questa pagina.

E poi non dite che non lo sapevate…

P.S.  martedì 30 settembre ho compilato la richiesta sul sito della Utet; mercoledì 1 ottobre mi hanno telefonato per concordare la consegna del volumetto; giovedì il cortesissimo agente di zona me lo ha consegnato. Organizzazione impeccabile e splendida opera sotto ogni punto di vista (introduzione di Tullio De Mauro, nota storica di Lucio Villari). Da non perdere! 

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Published in: on martedì, 30 settembre, 2008 at 2:39 pm  Comments (4)  
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Lodo-Alfano, lodo-Schifani e Corte Costituzionale

Si discute molto del recente rinvio alla corte costituzionale del cosiddetto “lodo Alfano”.

Così come si discute molto delle dichiarazioni rese dal capo del governo e dai suoi avvocati nei confronti dei giudici di Milano e dei giudici costituzionali.

Andiamo con ordine.

Al di là dei tanti giudizi espressi in queste ore mi sembra utile chiarire alcuni aspetti che ai più sono sconosciuti, e che possono spiegare il perchè alcune affermazioni del capo del governo e dei suoi difensori dimostrano, a non voler pensar male, una scarsa conoscenza della costituzione e delle leggi.

Afferma il capo del governo che se il “lodo Alfano non passasse allora ci sarebbe da fare una profonda riflessione su tutto il sistema giudiziario“.

Cominciamo da qui. Il “lodo Alfano è legge dello Stato dal 26 luglio 2008 (legge n. 124 del 23 maggio 2008, scaricabile QUI) in seguito ad approvazione da parte del Parlamento.

E’ intanto curioso notare come in Italia, di solito, per arrivare all’approvazione di una legge occorrano anni di discussioni, riflessioni, aggiustamenti. In questo caso furono sufficienti 20 giorni. Infatti il progetto di legge venne presentato dal Ministro Alfano alla Camera dei Deputati il 2 luglio e da questa fu approvato in poco più di una settimana il 10 luglio. Passò poi al Senato il giorno stesso e venne definitivamente approvato senza la minima modifica il 22 luglio. E’ questa una bellissima dimostrazione di come il Parlamento sappia essere rapido ed efficiente, alla faccia di chi si ostina a dire che il nostro bicameralismo perfetto rappresenta un ostacolo all’approvazione rapida delle leggi.

Ma torniamo al 2 luglio, quando il Ministro Alfano depositò alla Camera il progetto di legge (QUI il testo originale). Nel testo si rileva come la precedente legge-fotocopia (il cosiddetto lodo-Schifani che si può leggere cliccando QUI) venne censurata dalla Corte Costituzionale

Era previsto nel lodo-Schifani che “Non possono essere sottoposti a processi penali, per qualsiasi reato anche riguardante fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione, fino alla cessazione delle medesime: il Presidente della Repubblica, salvo quanto previsto dall’articolo 90 della Costituzione, il Presidente del Senato della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati, il Presidente del Consiglio dei ministri, salvo quanto previsto dall’articolo 96 della Costituzione, il Presidente della Corte costituzionale. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono sospesi, nei confronti dei soggetti di cui al comma 1 e salvo quanto previsto dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali in corso in ogni fase, stato o grado, per qualsiasi reato anche riguardante fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione, fino alla cessazione delle medesime“.

Prevede oggi il lodo-Alfano che”Salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione“.

Leggeteli attentamente, e scoprirete che sono praticamente identici! O meglio, se si fa particolare attenzione si scopre che una differenza importante c’è. Il lodo-Schifani tutelava le 5 cariche più importanti dello Stato (i presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera, del Consiglio e della Corte Costituzionale) mentre il lodo-Alfano ha ridotto la tutela a solo 4 delle 5 precedenti alte cariche. Qual’è stata esclusa dall’immunità? Non è difficile da indovinare: il presidente della Corte Costituzionale.

Senza approfondire le prerogative della Corte Costituzionale e del meccanismo che porta alla dichiarazione di incostituzionalità di una legge, basterà andarsi a rileggere la sentenza con cui il lodo-Schifani venne dichiarato incostituzionale con la conseguente sua cancellazione. Infatti quando una legge viene dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale è come se non fosse mai esistita.

La sentenza con cui la Corte Costituzionale chiuse il capitolo del lodo-Schifani fu molto severa e può essere letta nella sua interezza QUI.

La conclusione della Corte, che avrebbe dovuto costituire una pietra tombale sul tentativo di introdurre un’immunità speciale per le alte cariche dello Stato, rilevava nel lodo-Schifani “gravi elementi di intrinseca irragionevolezza“. Sosteneva la Corte che la legge era incostituzionale in quanto violava gli articoli 3 (principio di uguaglianza dei cittadini) e 24 della Costituzione.

Invece il lodo-Alfano, come abbiamo visto, è la fotocopia del lodo-Schifani con l’esclusione dal privilegio dell’immunità (chissà perchè?) del solo presidente della Corte Costituzionale.

Si arriva così al primo caso di applicazione del lodo-Alfano, ossia il processo sui diritti tv di Mediaset che si tiene a Milano e nel quale il capo del governo è imputato di frode fiscale. I giudici per le indagini preliminari hanno accolto la richiesta del pubblico ministero che ha avanzato forti sospetti di costituzionalità del lodo-Alfano, chiedendo ai giudici di sospendere il processo e di richiedere alla Corte Costituzionale di pronunciarsi.

Quando un giudice qualsiasi è obbligato ad applicare una legge che, ad un attento esame, pare viziata da incostituzionalità, non deve far altro che sospendere il processo in cui tale legge andrebbe applicata e inviare il tutto alla Corte Costituzionale. Da qual momento il processo è sospeso in attesa del giudizio della Corte Costituzionale. Quest’ultima dovrà prima di tutto decidere se il giudice titolare del processo ha argomentato adeguatamente sulla necessità di applicare la legge “sospetta” e se il sospetto di incosituzionalità è fondato o meno. Se la decisione è favorevole la Corte deciderà poi il merito della questione.

E’ quindi assai probabile che si arrivi ad una nuova censura anche del lodo-Alfano, visto che la situazione è praticamente la stessa di cinque anni fa.

Sbaglia quindi Niccolò Ghedini, deputato e componente della commissione giustizia alla Camera, nonchè avvocato del capo del governo (QUI la sua scheda personale), quando a proposito della decisione dei giudici di Milano afferma che “si tratta di una decisione sbagliata che è una ribellione alla Corte Costituzionale“.

I giudici di Milano non hanno fatto altro che il loro dovere, come impone la Costituzione (articolo 101: “i giudici sono soggetti soltanto alla legge“). Di fronte ad una legge che a loro appare palesemente incostituzionale, ad un precedente analogo che ha portato alla cancellazione del lodo-Schifani (documento originale da cui è stata ricavata la fotocopia lodo-Alfano), hanno solo applicato i principi dettati dalla Costituzione e dalle leggi.

Né è corretto affermare che se il “lodo Alfano non passasse il vaglio della Corte Costituzionale allora ci sarebbe da fare una profonda riflessione su tutto il sistema giudiziario“, in quanto la Corte Costituzionale non appartiene all’ordinamento giudiziario ma è un organo costituzionale. Proprio come il Governo. E né l’uno né l’altro, come dice la Costituzione, sono eletti dal popolo, ma vengono nominati.

Published in: on lunedì, 29 settembre, 2008 at 3:55 pm  Comments (1)  
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Addio scuola

Non è farina del mio sacco, ma mi sembra doveroso diffondere queste considerazioni riportate sul sito del quotidiano Il Messaggero e riprese da molti blog

Cronaca giudiziaria. Da settimane si assiste con allarme crescente ad un furioso processo generalizzato nei confronti della scuola pubblica.

ACCUSA:
la scuola italiana non funziona, costa troppo, è uno stipendificio finalizzato all’assistenza della plebe intellettuale meridionale, ignorante, nemica degli studenti padani martoriati, che altrimenti non saprebbe cosa fare della propria vacua esistenza fannullona e criptocomunista. Conseguentemente, bisogna abbattere drasticamente le spese, tagliare il personale docente, il personale non docente, il numero delle ore, il numero delle scuole, il numero di anni dell¹itinerario formativo. L’unica soluzione al problema del precariato è la rottamazione dei precari, mentre gli insegnanti obsoleti e scaduti del sud possono essere riciclati attraverso corsi di aggiornamento mirati.

DIFESA:
In base all´anagrafe, tutta la scuola italiana è meridionale. Com´è dunque possibile che questi insegnanti sottosviluppati del sud diventino improvvisamente bravi al nord? Perché varare disposizioni così rilevanti senza consultare gli operatori della scuola, coloro che di pedagogia se ne intendono e trascorrono la loro vita professionale in aula? Perché sottoporre il Ministero della Pubblica Istruzione a libertà vigilata da parte del Ministero dell’Economia? Perché, in realtà, si ritiene la scuola non una risorsa, base certa e decisiva per lo sviluppo civile, sociale, economico del paese, ma un inutile spreco.

Gli effetti di questa impostazione appaiono devastanti.
1. La riduzione a 4 anni della scuola superiore, la riduzione del tempo pieno e del tempo prolungato, la riduzione del tempo scuola settimanale, implicano minori servizi alle famiglie e minori strumenti formativi per gli allievi. Nei quartieri a rischio, dove le scuole costituiscono l’unico baluardo di legalità, i ragazzi passeranno meno tempo fra i banchi e più tempo in strada.

2. Il ritorno al maestro unico scardina un segmento del percorso formativo che vede l’Italia in vetta alle classifiche internazionali. Dopo vent’anni, la complessità contemporanea dentro cui vive una classe (lingua straniera, educazione fisica, bambini diversamente abili, alunni extracomunitari) non è più governabile da un solo docente tuttologo.

3. La drastica contrazione del numero di insegnanti di sostegno toglie opportunità di inserimento sociale ai più sfortunati, soprattutto in quelle zone dove la scuola rappresenta l’unico canale di integrazione.

4. Accorpare gli istituti scolastici vuol dire lasciare senza scuole le aree geografiche più disagiate, negando il diritto alla pari opportunità formativa

5. I tagli non si limitano a mettere in ginocchio l’intero sistema scolastico, ma privano del lavoro 150.000 docenti e personale ATA (e le loro famiglie). Per di più questo dato drammatico riguarda soprattutto le fasce più deboli, cioè le donne, che nella scuola operano per l’80 %, i precari, usati nel momento del bisogno e poi buttati via, i giovani laureati meridionali che non potranno più aspirare ad una cattedra, esile filo di speranza occupazionale in contesti difficili.

SENTENZA:
cosa può saperne un giovane avvocato di Brescia dei piccoli atti di eroismo quotidiano di questi prof senza qualità, in trincea senza le scorte dei magistrati, senza i soldi degli industriali, senza i riflettori dei tg, senza il sostegno della politica, senza strutture adeguate. Come se fosse normale, vanno a cercare a casa gli alunni “speciali”, restano a scuola oltre l´orario per risolvere certe situazioni, devono sostituirsi al padre, alla madre, alla polizia, al medico, subiscono intimidazioni e danneggiamenti, pagano la refezione ai bambini, comprano vestiti e occhiali, macinano, precari e pendolari, centinaia di km al giorno.

Nessun disegno riformatore può andare in porto senza il consenso di quanti vivono, lavorano, studiano all¹interno delle aule scolastiche. Li si ascolti: è come leggere un romanzo, ma è tutto vero.

Guglielmo La Cognata

(28 settembre 2008)

Clicca qui per leggere l’originale

Published in: on lunedì, 29 settembre, 2008 at 11:19 am  Comments (1)  
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Vietato agli ebrei

SONO PASSATI 70 ANNI

DALLA VERGOGNA DELLE LEGGI RAZZIALI

PROSEGUE PER TUTTA LA SETTIMANA

LA MOSTRA DOCUMENTALE A VALLECROSIA

CON ORARIO 9-12 E 15-19

* cliccare sopra la locandina per ingrandirla *

Published in: on lunedì, 22 settembre, 2008 at 8:53 pm  Lascia un commento  

Non sapevo…

So qualche cosa sul nazismo e sull’olocausto.

Non sapevo…

che in Francia un provvedimento governativo del 16 luglio 1912 e firmato dal repubblicano Raymond Poincarè, prescrisse per tutti i rom l’obbligo tassativo di possedere il cosiddetto certificato antropometrico, da esibire come prova dell’effettiva “ziganità” del soggetto. Nella scheda, oltre ai dati anagrafici, venivano riportati, secondo gli imperanti dettami antropometrici, tutte le misure del corpo e del cranio con relative impronte digitali. (Da: museo virtuale delle intolleranze e degli stermini, http://www.romacivica.net/amis/)

Ho letto da poco il decreto legge 17 novembre 1938 (Provvedimenti per la difesa della razza italiana) che, nell’Italia fascista, stabiliva l’obbligo di annotare nei registri di stato civile l’appartenenza alla razza ebraica. Ma non solo. Tutti i certificati avrebbero dovuto farne menzione.

Che oggi in Italia si stiano di nuovo diffondendo sentimenti xenofobi non è più una novità. EVERYONE, un’associazione di cooperazione internazionale, è da tempo che denuncia situazioni preoccupanti, ancor prima che Maroni e Alemanno fossero investiti del potere di decidere le sorti dei ROM.

Il 20 aprile 2008 Everyone scriveva alla corte europea per i diritti dell’uomo denunciando che Rutelli “ha annunciato che il campo nomadi Casilino 900, il più grande di Roma sarà sgomberato e noi impediremo nuovi insediamenti, pretenderemo la legalità e saremo inflessibili nei confronti di chi non rispetta le regole”. Un atteggiamento che sintetizza un programma e che induce al più cupo pessimismo riguardo al futuro dei Rom del Casilino 900 e della città di Roma”.

E per carità di patria tralascio di riportare la parte della denuncia riguardante il sindaco che ha preceduto Alemanno. Se volete leggerla tutta cliccate QUI.

Published in: on lunedì, 22 settembre, 2008 at 8:41 pm  Lascia un commento  

Chi è stato? (tre)

“E chi e’ Fini? Il vecchio fascista? Il picconatore… quello che voleva picconare gli sloveni in mezzo agli occhi?”

Questa volta pensavo che fosse fin troppo facile indovinare, ed invece la maggioranza delle risposte è sbagliata. La frase fu pronunciata il 26 gennaio 1995 da Umberto Bossi all’indomani della cosiddetta “svolta di Fiuggi” dell’allora MSI, come riportato dagli archivi del Corriere della sera.

Milan Kučan, ex presidente della Slovenia 57%
Umberto Bossi, ex ministro della Repubblica 29 %
Francesco Storace, ex ministro della Repubblica 14%
Other… 0%
Francesco Cossiga, ex presidente della Repubblica 0%
Gianfranco Miglio, ex senatore della Repubblca 0%
Irene Pivetti, ex presidente della Camera dei deputati 0%
Massimo D’Alema, ex presidente del Consiglio 0%
Radovan Karadžić, ex presidente della Repubblica serba 0%
Slobodan Milošević, ex presidente della Jugoslavia 0%
Published in: on sabato, 20 settembre, 2008 at 3:00 am  Lascia un commento  

Percezione e realtà

Anche una persona molto ricca può sinceramente ritenersi povera. Oppure ci sono persone che in estate sentono freddo e chiudono tutte le finestre di casa mentre altre, d’inverno, indossano camicie con le maniche corte anche nelle giornate più fredde. Che in estate faccia caldo ed in inverno faccia freddo è tuttavia qualcosa che non può essere messo in discussione. E allora, molto semplicemente, ciò che cambia è la percezione che ciascuno di noi ha del freddo e del caldo.

Dove sta la differenza tra percezione e realtà? la percezione può essere molto variabile e quindi può modificarsi abbastanza facilmente. La realtà no.

Se il termometro segna 35 gradi sopra lo zero o 20 sotto non si può dire che stia mentendo. Ma se ci ripetono continuamente che a 20 gradi sotto zero non fa poi così freddo, anzi c’è un certo tepore, e tutti quelli che ci girano intorno vestono in bermuda e canottiera, alla fine potremmo convincerci anche noi che forse è esagerato mettersi piumino, cappello di lana, sciarpa e guanti.

Questo meccanismo è sempre stato ben conosciuto da chi detiene le leve del potere. Fino alla fine del XVIII secolo la disponibilità dei dati, e quindi della conoscenza, era riservata a pochi soggetti (per lo più di sesso maschile ed appartenenti ai ceti sociali di vertice o alle gerarchie ecclesiastiche). Poi a cominciare dall’illuminismo, passando per le rivoluzioni francese e americana, nei due secoli successivi si è passati da una comunicazione basata sulla percezione ad un ragionamento basato sui dati oggettivi.

La diffusione della conoscenza, l’accesso dei gradini più elevati dell’istruzione alle donne ed ai ceti sociali più svantaggiati ha orientato ogni discorso, in ogni materia, su elementi concreti e verificabili.

Ma questo tipo di progresso non ha fatto piacere a tutti. Sembrerebbe proprio che in questi ultimi anni ci sia un forte tentativo di ritornare indietro nel tempo, ed il motivo è semplice semplice: è molto più facile modificare la percezione che non i fatti.

Così, per fare un esempio, se i dati relativi alla sicurezza ci informano che l’Italia è una delle nazioni in cui la vita, l’integrità fisica e la proprietà sono più al sicuro che altrove*, la percezione che si cerca di diffondere è diametralmente opposta. Ed in effetti, dati alla mano, tra le preoccupazioni degli italiani la sicurezza viene molto prima della povertà.

E’ anche così che si vincono le elezioni ed è così che possono trovare una giustificazione le misure restrittive nei confronti di alcune categorie di cittadini. Ma soprattutto è così che si distoglie l’attenzione dai problemi reali.

* clicca QUI per leggere l’articolo de La Stampa del 7 maggio 2008 da cui risulta che in Italia dal 2000 ad oggi si assiste ad una progressiva riduzione del numero di omicidi (da 13,1 a 10,3 per milione di abitanti) e che l’Italia è uno dei Paesi più sicuri per numero di omicidi commessi in quanto si colloca ben al di sotto della media europea.

Published in: on venerdì, 19 settembre, 2008 at 11:02 pm  Comments (2)  

Melamina (also in english)

Che cos’e la melamina?

La melamina è un composto chimico di sintesi prodotto industrialmente.

A cosa serve?

Essendo una plastica dura e resistente al calore viene sovente usata per gli utensili da cucina, i piatti ed i rivestimenti laminati dei tavoli e delle superfici da lavoro (la melamina si trova ad esempio nella fòrmica). Anche le lavagne bianche contengono melamina. La melamina, in virtù del suo alto contenuto di azoto può essere utilizzata anche come fertilizzante.

Perché viene aggiunta volontariamente al latte?

La melamina è un composto chimico molto ricco in azoto e per questo motivo viene aggiunta al latte in polvere e alle farine proteiche di glutine destinate all’alimentazione degli animali per aumentarne apparentemente il contenuto proteico. Questo è possibile perchè le analisi che misurano la concentrazione proteica negli alimenti si basano sulla misurazione dell’azoto totale.

Negli ultimi anni la melamina è stata ritrovata negli alimenti per animali, nei cereali e in altri prodotti come i concentrati proteici di riso. Nel 2007, in seguito a numerosi casi di malattia e morte di cani e gatti, le autorità statunitensi hanno ritirato dal commercio oltre 100 diversi tipi di alimenti per animali da compagnia. In tutti i casi finora scoperti gli alimenti contenenti melamina provenivano dalla Cina.

Che problemi di salute può provocare?

Al momento si sa ancora poco sulla tossicità della melamina nell’uomo, anche perchè finora non c’erano ancora stati casi di intossicazione acuta. La tossicità acuta negli animali è invece stata già studiata e provoca inappetenza e perdita di peso, calcoli vescicali ed eliminazione di cristalli di melamina con le urine.

Esposizioni prolungate alla melamina possono invece causare disturbi alla sfera riproduttiva, calcoli renali e patologie alla vescica, che possono esitare in tumori.

Cosa è stato fatto?

Recentemente la Commissione Europea ha incaricato l’Agenzia per la Sicurezza Alimentare Europea (EFSA) di redigere una valutazione tossicologica sulla contaminazione da melamina in mangimi ed alimenti.

cliccando QUI si può leggere la prima valutazione dell’EFSA (in inglese)

In Italia il Ministero della Salute emana ogni anno un piano nazionale per la sorveglianza sanitaria sull’alimentazione degli animali. Nei controlli all’importazione dei mangimi sono previsti dei campionamenti che riguardano alcune sostanze indesiderabili nell’alimentazione animale, tra queste c’è anche la melamina (insieme a micotossine, metalli pesanti, OGM, diossine, ecc.). E comunque aggiungere agli alimenti sostanze estranee come la melamina può configurare diversi possibili reati che vanno dalla frode in commercio fino all’omicidio colposo.

ENGLISH VERSION

What is melamine?

Melamine is a synthetic, chemical compound industrially produced.

What is it for?

Being a hard plastics very resistant to the heat, melamine is often used for the kitchen utensils, the dishes and the laminate coverings of the tables and of the job surfaces. Also the white blackboards contain melamine. The melamine, thanks to his high nitrogen content can also be used as fertilizer.

Why is voluntarily added to the milk?

Melamine is a chemical compound very rich in nitrogen. For this reason she is added to the powdered milk and to the proteic flours of gluten destined to the animals feeding to apparently increase its protein content. This is possible because the analytical measurement of the protein concentration in the foodstuffs is based on the measurement of the total nitrogen.

In the last years melamine has been found in the pet food, in the cereals and other products like the rice protein concentrate. In 2007, following many cases of illness and death in dogs and cats, the American authorities have withdrawn from the commerce over 100 different types of pet food. In all the cases till now discovered the foodstuffs containing melamine they originated from China.

What health problems can she cause?

At this moment few is known on the toxicity of the melamine in man, also because till now there had not been cases of acute poisoning. The acute toxicity in the animals has already been studied instead and it causes appetite and weight loss, bladder calculi and crystals elimination of melamine with the urines.

Prolonged exposures to melamine can cause troubles instead to the reproductive sphere, renal calculi and others bladder pathologies, that may hesitate in cancer.

What has been done?

Recently the European Commission has entrusted the European Food Safety Agency (EFSA) to draft a toxicological evaluation on the melamine contamination in foods and foodstuffs.

click HERE and you can read (in English) the first EFSA evaluation of melamine

In Italy the Health Ministry emanates every year a national plan for the sanitary overseeing on the animals feeding. During the controls to the foods importation samples were collected in order to establish the presence of undesirable substances in the animal feeding. Among these substances there is also the melamine (together with mycotoxins, heavy metals, OGM, dioxins, etc.). However the addition of extraneous substances like melamine to the foodstuffs can realize different crimes that go from the fraud to commerce up to the manslaughter.

Published in: on venerdì, 19 settembre, 2008 at 10:52 am  Comments (12)  
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Chi è stato? (due)

Sapevamo tutti benissimo a che cosa andavamo incontro. Anche perchè le forze del’ordine, con molto tatto ci avevano avvisato e di ciò sono loro grato. Ma rifarei tutto. Interruzione di pubblico servizio per due treni fermati? E un ospedale chiuso non è un’interruzione di un servizio ben più grave? Ad ogni modo, pagherò di tasca mia le spese legali di tutti i cittadini che saranno denunciati.

Il Sindaco di Rapallo blocca il traffico ferroviario per difendere l'ospedale

Clicca sull'immagine per legggere l'articolo del Secolo XIX del 1° aprile 1993

Questa frase fu pronunciata il 1° aprile 1993 dall’ex sindaco di Rapallo Gian Nicola Amoretti, in seguito al blocco della circolazione ferroviaria come segno di protesta per la paventata chiusura del locale ospedale. Sindaco, vicesindaco e assessori vennero denunciati per interruzione di pubblico servizio. Non so come sia finita la vicenda giudiziaria, ma so che l’Ospedale di Rapallo esiste ancora, è stato interamente ristrutturato per diventare la sede del Centro regionale di riabilitazione cardiologica con 27 posti letto, palestra e ambulatori cardiologici, guardia cardiologica 24 ore su 24. E il resto dell’ospedale? chiuso? si, ma nella seconda metà del 2009 Rapallo avrà un ospedale nuovo di zecca che al suo interno disporrà di attività elettive. Va notato, en passant, che Rapallo si trova nel territorio dell’ASL 4 Chiavarese, dove esistono anche un ospedale a Santa Margherita, uno a Sestri Levante ed uno a Lavagna. Lì nessuno parla di ospedale unico.

Queste le percentuali delle vostre risposte al sondaggio, ovviamente nessuno ha indovinato!

il sindaco di Topolinia 41%
Gaetano Scullino, sindaco di Ventimiglia 18%
Giorgio Valfrè, ex sindaco di Ventimiglia 12%
Altro: l’assessore ligure alla Sanità 6%
Alvaro Vignali, ex sindaco di Bordighera 6%
Angela Nicolini, sindaco di Carcare (SV) 6%
Claudio Berlengiero, ex sindaco di Ventimiglia 6%
Giovanni Bosio, sindaco di Bordighera 6%
Gian Nicola Amoretti ex sindaco di Rapallo (GE) 0%
Paolino Ranieri, ex sindaco di Sarzana (SP) 0%
Renata Olivo, ex sindaco di Bordighera 0%
Renzo Brunengo, ex sindaco di Pieve di Teco 0%
Published in: on sabato, 13 settembre, 2008 at 3:51 pm  Lascia un commento  

Ferma presa di posizione

Ferma presa di posizione di un assessore provinciale sugli organi di stampa locali.

Tra le altre cose si legge:

“Problemi reali irrisolti a causa di posizioni oltranziste … occorre mettere da parte posizioni retrograde ed intervenire in modo serio e deciso … Mi riferisco in particolare modo ai … veri padroni delle città … oltre a creare danni … stanno in alcuni casi anche diventando aggressivi e pericolosi. Credo che le istituzioni non debbano sottovalutare questo serio problema, occorre liberarsi in modo urgente di queste ideologie che hanno portato alla produzione di normative che di fatto paralizzano in modo totale chi veramente vorrebbe intervenire in modo serio”.

mafia? corruzione? malasanità? malaffare?

macchè, gabbiani e piccioni, e noi che credevamo…

Published in: on sabato, 13 settembre, 2008 at 12:37 pm  Lascia un commento