Immunità parlamentare: Italia e Albania a confronto

bandiera_albania

In Italia vivono oggi oltre 400.000 albanesi, seconda comunità straniera dopo quella rumena. Di loro però non si parla quasi mai. Anzi, più correttamente, di loro non si parla più. Già, perchè quello che oggi si dice in modo superficiale dei rumeni, anni fa veniva detto degli albanesi. Forse molti lo hanno dimenticato, ma la nutrita componente razzista dei nostri connazionali (inutile negarlo, c’è eccome) nei primi anni ‘90 aveva scatenato una sorta di caccia all’albanese, identificato come il prototipo dell’extracomunitario delinquente e sfaticato. Fortunatamente il tempo è stato come sempre galantuomo, e oggi gli albanesi in Italia possono contribuire al nostro progresso e vivere quasi ovunque senza dover fare i conti con la xenofobia.

Ciò che tuttavia molti italiani non sanno è che l’Albania da anni sta seguendo un percorso istituzionale di avvicinamento alle democrazie occidentali, anche attraverso un processo di revisione costituzionale e legislativa.

In questo percorso le istituzioni albanesi hanno sempre avuto un occhio di riguardo per l’Italia, vista giustamente come un modello da seguire, non fosse altro perchè l’Italia, giuridicamente parlando, è il Paese con la tradizione più antica e consolidata.

Leggendo la nuova Costituzione albanese si ritrovano pertanto molti principi e modelli identici a quelli contenuti nella nostra Costituzione. Ma ad una più attenta lettura si possono ritrovare anche soluzioni più coraggiose e moderne.

E’ il caso dell’articolo 71 della Costituzione albanese, che corrisponde al nostro articolo 68, relativo all’immunità dei parlamentari. In Albania esiste certamente l’immunità, come in Italia, ma c’è un qualcosa di più. In Albania il mandato del deputato termina d’ufficio in sei diverse circostanze. Quando non presta giuramento o recede dal mandato. Quando ci siano delle condizioni di ineleggibilità o quando termina il mandato dell’Assemblea. Quando, senza motivo, sia assente dall’Assemblea per più di sei mesi consecutivi. E infine quando viene condannato da una sentenza passata in giudicato per aver commesso un reato.

Avete capito bene, se un deputato albanese viene condannato in via definitiva per un reato, un qualsiasi reato, decade dal suo incarico in maniera automatica e non è più eleggibile.

Dopo aver fornito il modello per le riforme albanesi, forse sarebbe il caso che l’Italia, con molta umiltà, cominciasse a guardare al di là del mare Adriatico alla ricerca di nuovi stimoli per progredire. O quanto meno per rimanere un Paese civile.

Annunci
Published in: on sabato, 28 marzo, 2009 at 6:23 pm  Lascia un commento