Somatotropina

mozzarellabufalacampanadopantichisaporiChe cos’e la somatotropina?

La somatotropina (o ormone della crescita) è un ormone prodotto, accumulato e liberato nell’organismo dall’ipofisi, una ghiandola endocrina che si trova al di sotto degli emisferi cerebrali, nella parte più profonda e protetta del cranio.

A cosa serve?

Questo ormone stimola lo sviluppo dell’organismo umano e di molti altri animali. Quando in età infantile ne viene prodotto o secreto poco, la crescita rallenta o si arresta, provocando il cosiddetto nanismo ipofisario, nel quale le proporzioni corporee sono del tutto normali. Al contrario, una secrezione maggiore rispetto alla norma, provoca durante lo sviluppo il cosiddetto gigantismo ipofisario, sempre con proporzioni corporee del tutto normali.

Perché la somatotropina viene somministrata volontariamente agli animali?

Oltre al ruolo giocato nella crescita dell’organismo, la somatotropina induce anche un aumento nella sintesi delle proteine. E’ questo il motivo per cui certi culturisti ne fanno uso (ed abuso), quando vogliono incrementare di molto la loro massa muscolare. Analogamente, migliorando la sintesi proteica, la somatotropina viene somministrata agli animali da reddito per ottenere un aumento delle masse muscolari più rapido e consistente, con risultati economici notevoli nella produzione della carne. Oppure nelle vacche lattifere per indurre una maggior produzione di latte, compresa tra il 10% ed il 20%. L’ormone utilizzato a tal fine non è però quello naturale, bensì una copia geneticamente modificata (ormone della crescita ricombinante) e commercializzata liberamente negli Stati Uniti da una multinazionale.

Che problemi di salute può provocare?

La somatotropina è un ormone specie-specifico, ossia agisce solo nell’animale che la produce e, se somministrata, negli animali appartenenti alla stessa specie. Di conseguenza la somatotropina bovina non produce effetti nell’uomo e negli altri animali, così come la somatotropina umana agisce solo negli esseri umani. Inoltre, quando viene somministrata ad animali in lattazione, non se ne trovano residui nel latte, in quanto viene metabolizzata dal fegato. Tuttavia questo uso della somatotropina bovina è stato vietato alla fine degli anni ’80 dall’Unione Europea, dal Canada e da altri paesi. Il motivo del divieto non era però finalizzato alla tutela della salute dei consumatori, ma riguardava la tutela della salute e del benessere degli animali che, se trattati con somatotropina vanno incontro a gravi problemi di salute (infertilità, maggior predisposizione alle mastiti, farmaco-dipendenza). Alla luce delle più recenti acquisizioni scientifiche, l’uso della somatotropina ricombinante nelle bovine da latte non sarebbe però del tutto privo di conseguenze per la salute umana. Se un animale viene trattato con somatotropina ricombinante viene stimolata la produzione di un altra molecola naturale (IGF-1 o fattore di crescita 1 insulino-simile) che finisce anche nel latte, in cui quindi ne aumenta la quantità. A differenza della somatotropina che è specie-specifica, l’IGF-1 bovino è attivo anche nell’uomo, ed alcuni studiosi ritengono che possa concorrere a provocare tumori al seno, alla prostata e al colon (Samuel Epstein, “Why is American Milk Banned in Europe?”)

Cosa è stato fatto?

Visto che la somatotropina non si trova nelle carni e nel latte è impossibile ricercarla negli alimenti posti in commercio. Di recente l’Unione Europea ne ha tuttavia vietato l’uso proprio per la presenza di tassi elevati di IGF-1 nel latte delle bovine trattate. La decisione dell’Unione Europea si fonda quindi sul cosiddetto principio di precauzione, per cui se non si ha la certezza che una sostanza non abbia effetti negativi sulla salute umana non può venire utilizzata. Questo divieto riguarda l’impiego negli allevamenti di altri sei ormoni (17beta-estradiolo, progesterone, testosterone, zeranolo, trembolone e melengestrolo acetato) che invece, come la somatotropina, sono liberamente utilizzati negli Stati Uniti ed in numerosi altri Paesi per migliorare la crescita dei vitelli e di altri animali. Tale divieto è esteso anche all’importazione di latte e di carni ottenute da animali sottoposti a trattamento con sostanze ormonali. Attualmente le carni ed i prodotti di origine animale posti in commercio in Italia risultano essere tra gli alimenti più controllati grazie all’opera dei servizi veterinari delle ASL e ad una rete di laboratori (Istituti Zooprofilattici Sperimentali) che dipendono dal Ministero della Salute e quindi perseguono l’obiettivo prioritario della salute pubblica. L’uso fraudolento di sostanze non consentite da parte di una minoranza di allevatori disonesti è comunque è ancora presente, per cui è importante mantenere un’elevata azione di tutela della sicurezza alimentare da parte delle istituzioni pubbliche.

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Published in: on domenica, 5 aprile, 2009 at 9:07 pm  Lascia un commento  
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