La terza squadra di calcio di Milano

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E’ matematico, la terza squadra di calcio di Milano, la autodefinitasi “Banda degli onesti”, ha arraffato l’ennesimo titolo fasullo della sua storia fatta di prepotenza ed illegalità.

Ai soliti svogliati festeggiamenti di rito, quest’anno i simpatici meneghini stanno pensando di abbinare quelli per il centenario del primo titolo di campione d’Italia, con la creazione di una maglia celebrativa ad hoc.

Nel pieno rispetto della tradizione che accompagna la “Banda degli onesti” giova ricordare quella prima epica impresa. Allora il calcio italiano non era una finzione come oggi, non era cioè del tutto assimilabile, come credibilità, al wrestling.

Allora le squadre più toste si chiamavano Pro vercelli, Casale, Andrea Doria, Genoa, Juventus, U.S. Milanese, Milan. Tuttavia nel 1909 in finale arrivarono la fortissima Pro Vercelli, reduce da due campionati stradominati e, a sorpresa, la terza squadra di Milano, nata tre anni prima da una costola del Milan. La federazione fissò la data dell’incontro per lo stesso giorno in cui era già prevista un’amichevole fra Nazionali militari, a cui i vercellesi avrebbero dovuto fornire numerosi giocatori. Il presidente dei piemontesi Luigi Bozino richiese ovviamente alla Federazione lo spostamento della data, ottenendone però un rifiuto conseguente a quello della terza squadra di Milano. Bozino decise quindi, in segno di protesta, di schierare la formazione giovanile composta da ragazzini di undici anni!!! convinto che a tal modo i dirigenti milanesi, per ovvi motivi di opportunità e decenza, avrebbero alfine concesso il rinvio.

Invece, inaugurando così una tradizione ormai centenaria, la terza squadra di Milano scese in campo con la migliore formazione possibile, ottenendo uno scontato successo per 11 a 3 e conquistando così la prima “perla” di una lunga collana.

Non senza una forte dose di ironia il capitano undicenne della Pro Vercelli, Sandro Rampini, prima del match consegnò ai rivali una lavagna “Così non perdete il conto dei gol che ci farete”. Naturalmente nei tre anni successivi la Pro continuò a dominare il campionato di calcio, ottenendo complessivamente cinque scudetti in sei anni. Senza quello scippo del 1910 avrebbe stabilito un record imbattibile: sei scudetti di fila.

Che la “Banda degli onesti” dia il via ai festeggiamenti!

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Published in: on domenica, 17 maggio, 2009 at 3:01 pm  Comments (3)  
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3 commentiLascia un commento

  1. L’Italia è un paese dove la legge non è uguale per tutti, ma serve solo per distruggere l’avversario di turno che sia politico, economico o anche sportivo che non si riesce a battere perché troppo bravo!

    Il presidente di quella squadra innominabile rappresenta il paradigma dell’Italia dell’intrigo, del torbido e del tradimento, che affonda le sue radici nel basso impero romano, prosegue nel medioevo e nel rinascimento e, purtroppo, è ancora attuale.
    Questo essere intercettava illegalmente propri giocatori, arbitri, designatori e dirigenti di altre squadre, preparava dossier (ovviamente inserendo telefonate che potevano prestarsi a interpretazioni equivoche) concordava la scelta di arbitri e guardalinee per il tramite del suo sottoposto, ora deceduto, e dietro il cadavere del quale si nasconde per garantirsi l’impunità, usava trucchi di bilancio e falsificava passaporti.
    A conferma che l’Italia è un paese malato, da almeno 2000 anni, questo essere è rimasto impunito (prescritto) e, spudoratamente, si erge ad onesto e a apòladino della moralità. E tutti media sono con lui sodali.
    Ad esempio, nello stesso giorno in cui TAVAROLI, intercettatore di professione, rivela in un processo che non fu Facchetti, ma l’innominabile a dargli l’incarico di intercettare l’arbitro De Santis e di prepara un dossier (cosa vietattissima dalla legge), Sky 24 ha fatto passare per tutto il giorno le presunte rivelazioni di quello sfigato di Carobbio (smentito da tutti i suoi compagni di squadra) che getta schizzi di fango su Conte:

    Diffidare sempre quando in Italia sbattono il mostro in prima pagina, nove su dieci è una porcata!
    E diffidare sempre degli italiani che parlano di morale, nove e mezzo su dieci sono marci come sepolcri imbiancati !

  2. Certo che fare un articolo così è da folli. Sono anni che il campionato di calcio è fasullo.
    Dov’è ora la Pro Vercelli? Forse in champion’s league?
    Scusa l’ironia ma oramai il calcio è morto.

  3. Il calcio è morto? secondo il criterio per cui il campionato di calcio è fasullo, allora forse il decesso risale al 1909 e il sicario vestiva di nerazzurro. Ciò che invece suscita ilarità è che il campionato sia fasullo solo quando lo vince la Juventus, altrimenti è sempre regolare. Secondo la classica logica campanilistica italiota. Ma mi faccia il piacere!


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