Nico Orengo

mortola

Affittarono un boston a Garavan, sotto il Narvalo e puntarono al largo. Al timone c’era Adriano. Il sole era tiepido e il mare calmo. Scivolavano oltre il bordo di terra paesi rosa e bianchi, appesi e sporgenti sul vuoto con pini, spiagge di alga bagnata, cimiteri non più grandi di un orto di zucchine.

Sandra ne indicò uno, in alto, dove una cupola color cipolla brillava di lampi bluastri.

– Entrando, – disse Adriano, – c’è scritto “Hodie mihi, cras tibi”, mi fa venire i brividi ogni volta che la leggo.

Oscar rise e gli altri due lo guardarono, infastiditi.

– No, no, mi spiego, – disse Oscar, – non c’è niente da ridere… oddìo, la scritta un po’ iettatoria lo è: innegabile, no? E allora meglio sorridere e toccare ferro.

(Nico Orengo, “La guerra del basilico”, Giulio Einaudi editore, Torino, 1994)

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Published in: on domenica, 14 giugno, 2009 at 7:49 pm  Lascia un commento  

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