L’Unione Europea sta su Marte o i marziani stanno in Italia?


Tutto si potrà dire del Ministro Paolo Savona tranne che non sia esperto di economia e di Europa. Non a caso è stato Ministro dell’industria nel governo Ciampi ed è attualmente Ministro per gli affari europei. Non solo, è stato anche ad un passo dall’essere l’attuale Ministro dell’economia se non fosse per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale aveva avanzato delle perplessità a causa dell’atteggiamento critico di Savona nei confronti dell’euro.

Molti si sono stupiti perché negli ultimi giorni il Ministro Savona sembra essersi trasformato da euroscettico a responsabile, arrivando a suggerire di riscrivere la manovra economica, secondo le indicazioni provenienti dall’UE, per renderla più coerente agli obiettivi di crescita dichiarati.

italia-prenda-per-mano-europa.jpgQuindi il Ministro Savona ha cambiato idea? Niente affatto, dall’alto della sua esperienza sa bene che lo scontro con l’UE, così come voluto da Salvini a scopi meramente elettoralistici, rischia di trasformarsi in una Waterloo economica. Savona sa benissimo che il passaggio cruciale per l’economia italiana sarà a gennaio quando verranno messi all’asta i BTP più importanti. Se le cose andranno male, come è facile ipotizzare, il rischio di una rapida deriva economica sarà molto concreto. Non va dimenticato che il Ministro Savona è, tra le tante altre cose, azionista di Euklid, fondo speculativo britannico di tecnofinanza che gestisce risparmi e investimenti attraverso metodi di trading algoritmico, e del cui Consiglio di Amministrazione è stato anche presidente.

A questo punto la domanda che sorge spontanea è: l’attuale governo in cui le anime che vi convivono sono quanto di più disomogeneo esista, potrà reggere nei prossimi mesi? Da un lato Salvini, uomo solo al comando della Lega e del Governo, che è impegnato 24 ore al giorno a ripetere il mantra che l’Unione Europea vuole il male dell’Italia, al fine di passare all’incasso dei voti il 26 maggio, stante anche l’attuale totale assenza dei competitori nel campo europeista. Dall’altro il M5S che è dilaniato da discussioni interne, come i veri partiti, su come gestire tutte le iniziative legislative non previste dal contratto di governo e astutamente avanzate da Salvini al solo scopo di indebolire l’alleato.

In questo quadro non proprio ottimistico si innesta un’ulteriore questione di cui nessuno ha parlato, benché sia fin troppo evidente. Si tratta della probabile incostituzionalità della legge di bilancio. Finora sembra che nessuno, tranne forse il Presidente Mattarella che qualche segnale lo sta dando, si sia ricordato che l’articolo 97 della Costituzione stabilisce che “Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico”. Il principio del pareggio di bilancio, che si applica dal 2012, è quindi stato costituzionalizzato e, come ogni altro principio costituzionale, deve essere rigorosamente osservato dal legislatore.

Se quindi la legge di bilancio verrà approvata nei termini con cui il Governo sembra deciso ad approvarla, nonostante i richiami dell’UE, si aprono due possibili scenari.

Il primo è la possibilità che il Presidente della Repubblica non la firmi e la respinga con messaggio motivato alle Camere per una nuova deliberazione. Il secondo è che per più punti della legge stessa possano aprirsi dei contenziosi davanti alla Corte Costituzionale, con il rischio che la manovra venga riscritta da quest’ultima a posteriori. E quest’ultimo scenario è decisamente quello che tutti, anche il Ministro Savona, vorrebbero evitare. Tutti tranne Salvini che fin d’ora ha già il nome del responsabile di un eventuale disastro: l’Europa.

Ultima considerazione. L’Unione Europea è un’unione di persone, di popoli e di Stati, variamente rappresentati all’interno delle sue istituzioni. Attualmente il presidente dell’europarlamento è l’italiano Tajani, il presidente della BCE è l’italiano Draghi, l’alto rappresentante per gli affari esteri e la sicurezza è l’italiana Mogherini, nei banchi dell’europarlamento siedono 73 italiani (solo la Francia con 74 e la Germania con 96 ne hanno di più). Tutte queste persone dovrebbero fare gli interessi dell’Unione ma anche rappresentare l’Italia. Forse in questi anni non l’hanno fatto nel migliore dei modi se in Italia oggi è così facile far credere alle persone che l’Europa è un insieme di burocrati e di regole inutili. Dimenticando del tutto cos’era l’Europa nel secolo scorso quando guerre, confini, dazi e  quant’altro gravavano sul benessere fisico ed economico di cinquecento milioni di persone.

Enrico Maria Ferrero

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Published in: on domenica, 25 novembre, 2018 at 2:04 pm  Lascia un commento