Berlusconi secondo il Financial Times Baleful influence of Burlesque cronies

(il titolo è un gioco di parole basato sull’assonanza tra Burlesque-cronies e Berlusconi, per cui il vero significato è “L’influenza funesta di Berlusconi”)

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The Financial Times, 26 Maggio 2009

Il futuro dell’Italia non è il fascismo. Ciò va detto perché da qualcuno è stato previsto. Molti pensano che crisi finanziaria più Silvio Berlusconi siano uguale a ritorno del fascismo. Quest’ultimo dopo tutto era iniziato allo stesso modo.

Ma è una conseguenza improbabile. L’Italia all’inizio degli anni ’20, quando Benito Mussolini salì al potere, era brutalmente barcollante tra la vittoria di Pirro contro gli austriaci del 1918, il degrado della classe politica e la minaccia crescente dei totalitarismi di sinistra. Chiaramente Berlusconi non è Mussolini: lui ha squadre di veline, non di camicie nere.

I veri pericoli si trovano altrove. In più di 15 anni di carriera politica – sempre come primo ministro o come capo dell’opposizione – ha avuto l’opportunità di spostare a destra il sentimento nazionale, in modo del tutto incontrastato. E non lo ha fatto con una propaganda grezza ma attraverso una continua ostentazione di lustrini, luccichii e ragazze ed uno stile iperbolico di retorica adatta ai media, che rappresenta l’intera opposizione come comunista e sé stesso come vittima.

Oggi, in seguito alle gravi domande che gli sono state poste circa la sua relazione con una ragazza che sogna di diventare una stellina dello spettacolo – poste prima di ogni altro da sua moglie – ha mosso al suo più ostinato interlocutore, il quotidiano di centro-sinistra La Repubblica, una velata minaccia attraverso un collega ed ha cercato di raffigurare come inammissibili le domande stesse in quanto politicamente scorrette.

Ha mostrato un’identica belligeranza nei confronti dei magistrati che hanno stabilito come abbia corrotto l’avvocato inglese David Mills (per evitare l’accusa di corruzione) – chiamandoli “attivisti di sinistra” – anche se il Parlamento lo ha reso immune dall’azione penale.

Ancora insoddisfatto da un parlamento pur così favorevole, lo ha definito “inutile” ed ha affermato che andrebbe drasticamente ridotto a 100 membri, mentre il potere che dovrebbe aumentare è il suo. Ha poi cercato di sollevare le masse in suo favore, sollecitando una “iniziativa popolare” per raccogliere le 500.000 firme richieste per il provvedimento.

Ma il pericolo rappresentato da Berlusconi è di tipo differente rispetto a quello di Mussolini. E’ un indebolimento dei contenuti seri della politica da parte dei media, sostituiti dal divertimento. E’ la demonizzazione spietata dei nemici ed il rifiuto di garantire una base indipendente ai poteri in competizione. E’ il mettere una fortuna al servizio della creazione di un’immagine solida, costituita dall’affermazione di un successo senza fine e dal sostegno popolare.

Il suo dominio è in parte colpa di una sinistra esitante; di istituzioni deboli e a volte politicizzate; di un giornalismo che ha troppo sovente accettato uno status subalterno. Ma più di tutto è colpa di un uomo molto facoltoso, molto potente e sempre più spietato. Non fascista ma pericolo, in primo luogo per l’Italia, ed un esempio dannoso per tutti.

N.B. Il Financial Times è il principale giornale economico finanziario del Regno Unito. A livello di prestigio compete con il “The Wall Street Journal”, è di gran lunga il giornale più prestigioso in Europa; fonte: Wikipedia.

Il testo integrale e originale è consultabile cliccando sulla fotografia.

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