Una favola italiana: anche i miracoli prima o poi finiscono.

Cari italiani,

c’era una volta nel paese delle mucche un contadino che aveva una mucca bellissima, bianca e nera come la Juventus e con gli occhi dolci come quelli di Fassino. Il contadino voleva molto bene alla sua mucca: tutte le mattine la lavava, la mungeva, e non si sognava certo di fare sciopero o di chiedere un aumento di mucca, si accontentava e la sua vita correva serena, il contadino fumava la pipa e la mucca mangiava l’erba, oppure il contadino fumava l’erba e la mucca mangiava la pipa, e tutto andava bene. Ogni tanto Brunetta veniva a prendere le uova fresche e per sbaglio la moglie del contadino, che non ci vedeva bene, lo chiudeva nella gabbia dei conigli, ma non succedeva niente, tutto finiva con una bella risata campagnola.Immagine

Vicino alla casa del contadino c’era un grande allevamento di mucche, tutto automatico, con 100 mila capi, musica in tutte le stalle per far fare il latte e uno schermo gigante con la faccia di La Russa per fare il burro, toilettes da mucca, solarium, piscina, ampia veranda, vista sul mare. L’allevamento era di un signore molto ricco che si era fatto da sé dal nulla lavorando sodo, speculando sodo, costruendo abusivamente, bustarellando, sfruttando, inquinando, pagando provocatori, pagando ministri, tutto sodo. Però l’allevamento era tanto bello e funzionava tanto bene che nessuno gli rimproverava quei piccoli peccatucci. Le mucche davano latte, cantavano le canzoni di Apicella e l’industriale era contento.

Un brutto giorno nel paese scoppiò la peste bovina. All’inizio i sintomi del male erano subdoli: leggera tosse, difficoltà a muovere la coda, bocca secca, sonnolenza dopo un discorso di Renzi. Poi la malattia colpiva le mucche con estrema violenza: la temperatura saliva rapidamente, il latte bolliva, alcune bestie si coprivano di bolle rosse, altre impazzivano e chiedevano la tessera di Scelta Civica, altre si buttavano nei precipizi e altre ancora partivano per l’esercito col grado di brasato. La peste bovina, in poco tempo, ridusse quello che era lo splendido paese delle mucche in un paese in rovina. Non c’era più latte, non c’era più formaggio.

Allora i regnanti del paese emisero un’ordinanza secondo la quale ogni cittadino del paese doveva sacrificarsi e dare una mucca. Il contadino, piangendo, salutò la sua adorata Jessica (tale era il nome della sua unica mucca) e quattro carabinieri l’andarono a prendere e la caricarono su un camion. «Perché,» disse il contadino «perché me la portate via?» «Perché senza sacrifici non si esce dal tunnel della crisi» disse un carabiniere leggendo sul polsino. «E poi, anche l’industriale ne dà una!» «Sì,» disse il contadino «ma lui ne ha altre 99.999» e si prese una manganellata sui denti.

I carabinieri andarono all’allevamento, ma trovarono solo l’industriale che si rattoppava un calzino, le stalle vuote, e gli altoparlanti che diffondevano una marcia funebre. «Dio mio, Dio mio,» disse l’industriale «tutte le mie mucche svizzere sono tornate in patria, hanno sentito la nostalgia e sono scappate.» «Nel caso tornassero,» disse il carabiniere «ce lo dica, le daremo anche un premio.» «Si figuri,» rispose l’industriale «siamo sulla stessa barca, solo con lo sforzo comune si esce dal difficile momento economico.»

Stretta la foglia / larga la via / che bella cosa / l’economia

Libero adattamento da Stefano Benni, “La tribù di Moro seduto”, Mondadori, 1977.

Published in: on lunedì, 19 gennaio, 2015 at 8:01 am  Comments (1)  
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I costi (e i guadagni) della politica

Finalmente so come utilizzare i 176,98 euro che mi sono stati consegnati come gettoni di presenza per l’attività di consigliere comunale dal maggio 2006 ad oggi. Mia moglie ringrazia sentitamente tutte le persone che hanno espresso il loro voto.

Votes
Siccome da due anni e mezzo sopporta questa tua ulteriore attività, risarcisci parzialmente tua moglie con una cena al ristorante (però neanche troppo caro) 45,00%
Considerali come un rimborso parziale per le spese che hai sostenuto in questi due anni e mezzo 15,00%
La politica a questi livelli è puro volontariato per cui metti la cifra a disposizione di Uniti per Vallecrosia 10,00%
Donali ad una ONLUS 10,00%
Offrili a Tremonti come contributo per salvare l’economia italiana 10,00%
La politica a questi livelli è puro volontariato quindi restituisci la somma al Comune 0,00%
Se non si offende per la cifra donali ad una famiglia di Vallecrosia che abbia dei problemi economici 0,00%
Fatti un viaggio a Montecarlo o a Sanremo 0,00%
Dalli a me (poi in privato ti dirò chi sono) 0,00%
Other answer… 10,00%

Per i diffidenti ed i malpensanti: questo è il mandato di pagamento effettuato dal Comune di Vallecrosia.

100% trasparenza

100% trasparenza

Published in: on lunedì, 8 dicembre, 2008 at 5:45 pm  Comments (2)  
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Mimmo

Ieri è morto il Partigiano “Mimmo” Domenico Donesi di Caivano (NA)

La sua storia è stata resa pubblica un anno e mezzo fa da Mec Fiorucci che, raccogliendo le testimonianze degli ultimi sopravvissuti della lotta di Resistenza a Vallecrosia (IM) scoprì che Mimmo salvò la vita ai famigliari di Alberto Guglielmi detto “Nino”, un altro partigiano che venne trucidato dai tedeschi a Baiardo (IM).

In una notte del gennaio del 1945 Mimmo, remando nel maltempo per 15 miglia nautiche, portò in salvo in Francia il padre di Nino, la sorella Emilia e il piccolo fratello Bruno di 4 anni.

Negli ultimi tempi Mimmo era molto deluso e demoralizzato non solo per i suoi problemi personali, ma soprattutto per la situazione del Paese.

Osservando quanto sta accadendo in Italia e ricordando la sua esperienza partigiana e la morte del suo amico Nino, ripeteva sconfortato “Non so se ne è valsa la pena”.

Chi ha conosciuto Mimmo e gli altri partigiani sa che ne è valsa la pena, perchè la storia richiede periodicamente all’umanità dei sacrifici che solo gli uomini più grandi sono in grado di sostenere.

Provino vergogna e vadano a nascondersi tutti quelli che non sanno o non vogliono riconoscere la grandezza di queste persone.

Mimmo ci ha lasciati, gigante in un mondo sempre più affollato di nani.

Published in: on domenica, 16 novembre, 2008 at 1:52 pm  Comments (1)  
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Un vero uomo

Piazza Eroi Sanremesi, pochi passi oltre l’uscita nord del mercato annonario. Sono le 10 di mattina e fa caldo, molto caldo. Scende una pioggia fine, che stempera un poco l’afa.

Nel viavai di persone cariche di borse della spesa traboccanti verdura e frutti, un uomo si affanna ad inseguirle una ad una per mettergli in mano o nella borsa dei fogli di carta. Non sono fogli di carta qualunque, sono volantini. Riconosco l’uomo, lo saluto e decido di aiutarlo in questo lavoro ingrato, sotto la pioggia, fino all’ultimo volantino. Alcuni ci evitano. Altri, quando capiscono il contenuto del volantino, ci guardano di traverso. Molti sorridono e annuiscono. Qualcuno si ferma e commenta. Nel nostro piccolo ci sentiamo importanti perchè tra pochi giorni ci sarà il referendum che approverà o boccerà la riforma costituzionale voluta e approvata dalle destre e sappiamo entrambi che bisogna fare tutto ciò che è umanamente possibile per salvare la Costituzione. Per difendere la libertà di tutti.

I volantini finiscono, la pioggia no. L’uomo risale sulla sua automobile e, dopo avermi salutato calorosamente come sempre, riparte.

Se il 26 giugno 2006 la nostra Costituzione si è salvata è anche e soprattutto grazie a uomini come lui, Giorgio Giovannelli.

Ci manchi Giorgio!

Ci manchi Giorgio!

Published in: on giovedì, 2 ottobre, 2008 at 2:36 pm  Lascia un commento  
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